La diffusione dei blog in Italia e i gruppi social. 

Non sono un’amante della politica, principalmente perché ritengo che così com’è strutturata non sia in linea con le esigenze della popolazione.
Cosa ha a che fare la politica italiana con il mondo dei blog? La politica, che ci piaccia o no, influenza la nostra vita in tutto. È lo specchio delle nostre abitudini.

Una delle cose che trovo veramente assurda è l’atteggiamento di chi gestisce i gruppi nei vari social network e di come siano influenzati dal sistema politico. Ovviamente parlo di gruppi Italiani e principalmente di gruppi di settore.

1) Hanno un sacco di regole e la maggior parte sono inutili. Questo porta più confusione che altro. Si passa più tempo a discutere sull’effettiva utilità di una determinata regola che di cose utili a quel determinato settore o argomento. Un eccesso di regole e gli eccessi sono sempre deleteri.

2) Se una persona ha un blog e parla di quel determinato settore o argomento e lo posta, 90 volte su 100 viene bannato.

3)Gli amministratori possono infrangere tutte le regole.

Una delle prime regole dell’italiano medio è “sii sempre sospettoso”.
Perché ha postato il suo blog? Vorrà farsi pubblicità? È un subdolo tentativo di vendere qualche cosa? BANNATO! Se il post del blog è inerente all’argomento e da informazioni utili qual’è il problema? Il dubbio, il sospetto e la paura che regnano sovrani sia nella realtà che nel mondo virtuale, sono questi i principali problemi. A me sembra proprio un vivere di merda, poi vedete voi.
Le basi di questo stile di vita sono l’ignoranza e la pigrizia mentale, entrambi portano ad un’eccessiva difesa che, a sua volta, porta ad ancora più chiusura mentale.

Le regole per gestire un gruppo potrebbero essere fondamentalmente 2:

1) educazione
2) no OT.

Il resto sono ostacoli all’italiana che creano solo disagi e problemi per chi vuole partecipare alle discussioni con elementi propri.

E’ vero che ci sono gruppi dedicati ai blogger ma non essendo di settore, sono una accozzaglia di blog dove nessuno legge un articolo altrui perché non trova nulla che lo possa interessare. Ovviamente se si è in un gruppo di settore, sicuramente, potrà esserci un blog o un articolo inerente ai nostri interessi ed è più facile che ci venga voglia di leggerlo.

Forza ragazzi, meno paure e paranoie e più libertà di espressione. Se un blog ha delle pubblicità, di fatto, è perché sta offrendo un buon servizio quindi è meritata.

Cerchiamo di non rimanere indietro rispetto al resto del mondo solo per diffidenza.

Mi farebbe veramente piacere sapere cosa ne pensate voi.

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4 pensieri riguardo “La diffusione dei blog in Italia e i gruppi social. ”

  1. Troppe regole nei gruppi “social” sono semplicemente ridicole, con gli admin e i moderatori con eccessivo potere. Questi gruppi sono come la TV: non esiste nulla di imprevisto, non se lo posssono permettere; quando accade qualcosa di insolito, è perché era perfettamente previsto, studiato per avere un certo effetto.
    I blogger che si fanno problemi a taggare o a inserire link di altri non li capisco. Li rispetto, ma non li capisco, visto che siamo sulla Rete, la ragnatela è di hyperlink, non di seta fatta da ragnetti…Le tue 2 regole sono tutto ciò che ci vuole.
    Unico appunto: ma il titolo del tuo nuovo blog, hai fatto caso che mi sta dando del “nessuno” 😉 Lo hai fatto apposta o è un caso?

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    1. Il nome del blog è nato perché 2 giorni fa mi sono svegliata con in testa la frase “mi dispiace ma io sono io e voi non siete un caxxo”, mi ricordavo che era la frase di un film ma non di quale e poi l’illuminazione… “Il Marchese del Grillo” https://www.youtube.com/watch?v=7MDY-8DVqjs E così ho pensato di dare il nome al blog ma un po’ più “politically correct”.
      Comunque, anche io faccio parte dei “nessuno” 😉

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      1. Avevo compreso la citazione da dove venisse ed è per quello che quando mi sono iscritto, mi sono chiesto: ma vuoi essere davvero “nessuno”….Per non dire un ca…?!?
        Ho capito anche però la tua provocazione. In boca al lupo per questa nuova webbettola!

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