Dal ricatto alla manipolazione affettiva.

Sono sempre rimasta affascinata da come il 90% delle persone agisce sotto ricatto in maniera costante. Cos’è un ricatto? E’ un chiedere qualche cosa in cambio del non privarne di un’altra. Chi effettua un ricatto comunque sottrae qualche cosa alla vittima, sia che lei ceda al ricatto o che non ceda.

Il ricatto al fine di un’estorsione di denaro è quello più ricorrente nell’immaginario comune. Nei film è il più presente ed è il più evidenziato in quanto tale. Il ricattatore minaccia la vittima di svelare un segreto se in cambio non le viene dato del denaro. Se la vittima cede al ricatto perde dei soldi, se non cede perde la propria privacy. Ma questa è solo uno dei tanti scenari possibili.

Quello che più mi affascina e quello che più di tutti tira avanti le fila del mondo è  Il ricatto morale. La minaccia di una punizione. Può essere esplicito o implicito e solitamente è perpetrato dalle persone che ci stanno più vicine (almeno fisicamente). Il nostro bisogno di relazioni con gli altri ci porta spesso a cedere a dei ricatti senza che nemmeno ce ne accorgiamo. La paura della solitudine ci porta ad accettare anche il “se non fai come dico io sei “cattivo” e quindi ti tolgo qualche cosa. Per un bambino può essere un giocattolo, per un adulto la minaccia di non stirargli più le camicie ecc… Ma il punto fondamentale è il giocare sui sensi di colpa, su quella punizione necessaria per farti capire quanto sei cattivo a non aver fatto ciò che ti è stato ordinato.

E ora arriviamo e quello che ritengo il più subdolo ma, alla fine, quello più privo di senso di tutti ma che miete tantissime vittime Il ricatto affettivo. Quello in cui si minaccia di tagliere l’amore, l’amicizia o l’affetto a qualcuno.

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Tu mi minacci di non volermi più bene? Mi dispiace ma l’affetto, l’amore e l’amicizia non spariscono mai. Al massimo mi puoi minacciare di andartene ma se il sentimento esiste, non te ne andrai. Chi cede a questo tipo di ricatto è solitamente una persona insicura e, in cuor suo, percepisce già l’assenza di questi sentimenti da parte del ricattatore. Questo è l’unico ricatto a cui, se non cedi, ci guadagni veramente qualche cosa. In primis, se se ne va anche se all’inizio farà male, ti sarai tolto dalle balle qualcuno che ti usava, se invece non se ne va avrai la dimostrazione che il sentimento è reale. Però, come già detto, sono in molti a caderci.

Si arriva alla manipolazione affettiva. Quando un rapporto si basa sul ricatto la si può definire manipolazione affettiva? SI!  I modi per effettuare un ricatto nella coppia (che non deve essere necessariamente di amanti ma può succedere anche tra amici) sono principalmente quelli già elencati ma ne manca ancora uno.

Il ricatto della vittima, quello in cui il ricattatore soffre a causa del ricattato. Se continui a fare quello che fai io soffrirò e sarà colpa tua. C’è chi, addirittura, incolpa il proprio compagno/a di essere la causa di un suo problema fisico, “mi è venuto mal di schiena per lo stress e sei stato/a tu a provocarmelo con il tuo comportamento”.

Insomma, se non abbiamo denaro ci restano solo i sensi di colpa su cui gli altri possono far leva. Una frase che mi è sempre rimasta in mente è “Il ricatto morale non può funzionare senza la partecipazione della vittima”.

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E voi, cosa ne pensate dei ricatti?

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3 pensieri riguardo “Dal ricatto alla manipolazione affettiva.”

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