Perché un dottore deve guadagnare più di un pescatore?

Perché deve recuperare anni di studio.
Perché salva la vita di altre persone.
Perché… Un dottore avrà sicuramente un sacco di buone motivazioni per giustificare uno stipendio più alto di quello di un pescatore.
Ma voi lo avete mai osservato il lavoro di un pescatore? Io si e potrei affermare che se un dottore salva la vita di molte persone, un pescatore salva la vita sia del dottore che di moltissime persone. Permette al dottore di fare il suo mestiere invece di andare a procacciare il cibo per lui e la sua famiglia.
Se non esistessero i pescatori, i contadini, gli allevatori ecc… Non esisterebbero neanche i dottori, gli ingegneri, gli architetti ecc..
Però gli anni di studi? Voi sapete come si pesca un’aragosta, una di quelle che i medici mangiano volentieri?

aragosta-5

Primo bisogna saper stare sott’acqua almeno 40 minuti a 50/60 metri e in zone dove si possono incontrare degli squali. Se non si è capaci di farlo si rischia un’embolia  e quindi ci va una preparazione (e questo è solo un esempio perché devono preparasi e studiare un sacco di altre cose). Un dottore, nei suoi anni di studio, ha mai corso il rischio di un’embolia?
A volte, per fare una buona pesca, si deve stare fuori dalle 5 del mattino fino a sera in alto mare e sotto il sole. Qualche mese fa si sono dispersi 5 o 6 pescatori, quanti medici dispersi conoscete? A parte qualche volontario nelle zone di guerra, che ha tutto il mio rispetto, nessuno.

pescatore

A voi sembra un lavoro che non merita la stessa dignità di quello del medico?
Eh! ma le responsabilità?
Quali responsabilità? Quelle che li medico si toglie facendoti firmare un foglio che le nega in caso di operazione andata male?
E allora qual è la differenza? La differenza tra un medico e un pescatore è la capacità, appresa nei suoi anni di studio, di tutelarsi mentre i pescatori non sanno tutelarsi nel modo corretto.

Che non me ne vogliano i medici, ho preso ad esempio due categorie di lavoratori a caso. Diciamo che questo vale per tutte quelle categorie capaci sopratutto di tutelare se stesse e quelle che non hanno i mezzi per farlo. Ma il mio rimprovero non va ai medici va a tutte le categorie che non si impegnano a valorizzare i propri sforzi.
Ai medici, ricordo solo di non sottovalutare il lavoro altrui.

Se vi lamentate del cibo delle grandi industrie e di come vengono trattati gli animali allora dovrete anche lamentarvi di come non sia sostenibile la produzione di cibo “naturale” per tutti. Se il figlio di un allevatore decide di studiare, col cavolo che poi torna a fare l’allevatore. A meno che non abbiano già un grande stabilimento dove gli animali vengono ammassati prenderà una strada più redditizia ma non lo farà per avidità, lo farà per necessità. Se invece il lavoro venisse rivalutato, anche chi studia potrebbe decidere di fare l’allevatore o il pescatore, non nelle grandi industrie e allevamenti intensivi ma in allevamenti etici. Se anche chi studia decidesse di applicare questi studi per creare una nuova generazione di lavoro, con mezzi nuovi e si applicasse nella tutela dei lavoratori, anche gli animali potrebbero godere di questi benefici. Svalutare un certo tipo di lavori porta a creare ambienti privi di etica.

Buon lavoro a tutti.

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12 pensieri riguardo “Perché un dottore deve guadagnare più di un pescatore?”

  1. Qualsiasi lavoro manuale (so chef e barman) merita rispetto a palate. Tanti non sanno il mazzo che si fa uno chef o un operaio o un contadino o un pescatore (come tanti altri).
    Il mio mestiere è anche intellettuale poi (imparare tutto a memoria ed imparare a creare menù, ipotesi di vendita, ecc…) è tutto meno che facile…specialmente se hai studiato e quindi pretendono di più. 😀

    Si potrebbe arrivare a discorsi assai interessanti. 🙂
    Ne avrei tante da dire…ti lascio questo post. https://adelfonenci.wordpress.com/2016/09/02/il-mio-settore-non-viene-rispettato-come-si-merita-i-lavori-manuali-sono-derisi/

    Bel post Isla

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  2. Questione ben rognosa, ma ti do qualche spunto: l’autorizzazione che firmi, non tutela il medico dalla negligenza o dall’imprudenza.
    Insomma, non è che se ti devono operare al cuore e il medico ti recide una coronaria, allora tutto a posto perchè avevi firmato.
    Dunque la responsabilità sussiste.
    In secondo luogo, l’attività del medico è fondamentale per la tutela della salute, che nella nostra Costituzione, ma più o meno in ogni parte del mondo, è uno dei valori più elevati della società.
    E’ quindi un’attività di pubblica necessità.
    Pescare non lo è, così come non lo è dirigere il traffico, che pure è di pubblica necessità, ma non alla pari della tutela della salute.
    Il medico deve studiare 11 anni per diventare medico, superare un esame di Stato, due lauree e svariati tirocini.
    Pescare ha un grado di complessità e preparazione ragionevolmente inferiore, insomma non credo servano 11 anni per diventare pescatore.
    Infine, non devi dimenticare la disponibilità: quanti pescatori ci sono, e quanto alla gente interessa avere pesce?
    Di contro, quanti medici ci sono, e quanto alla gente interessa essere curata?

    Sono d’accordo anche io con il fatto che ci siano disparità nella retribuzione, che diventano ancora più eclatanti se confronti un medico con una modella, o un calciatore, ma non è questione di sapersi tutelare, e lo vedi bene con gli avvocati (che viva dio, penso si sappiano tutelare 😀 ).
    Un avvocato, per gli anni iniziali di professione, non viene pagato chissà quanto. Si parla anche di 400 euro al mese, per dire.
    Anche gli avvocati devono sottostare al discorso di prima di responsabilità, durata di preparazione e richiesta/disponibilità.

    Spero di averti dato qualche idea utile 🙂

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    1. La tutela della salute é una cosa molto importante ma con il tuo post confermi, almeno per metà per comunque ti sei reso conto che la disparità é eccessiva, che un medico ha un sacco di ragioni per giustificare il suo stipendio più alto di quello di un pescatore.
      Sicuramente la tutela della salute è importate e un buon pescatore, un buon cuoco, un buon agricoltore la tutelano quanto un medico.
      Senza nulla togliere alla medicina, anzi, posso dirti che se non mangio avrò seri problemi di salute. Probabilmente tu non vivi in una zona di mare, dove la pesca tutela la sopravvivenza di tantissime persone. Perché ci sono zone dove è improbabile coltivare e ancor meno allevare animali ma, fortunatamente c’è il mare. Non sono una di quelle persone che pensa si possa risolvere tutto con una “buona alimentazione” ma non puoi negare che senza cibo gli ospedali possono fare ben poco.
      Il foglio che si firma tutela abbastanza anche dalla negligenza. Io, che non sono un dottore, prima di arrivare a capire che non è stata colpa del fato, ho bisogno di moltissimo tempo e le probabilità che io possa scoprire una negligenza del medico passano veramente tanti anni. In più, tra medici non ci si pesta i piedi quindi “no, ma se è andata così non è colpa di quel medico ma si torna sempre sul” fato”. Il mio problema più grande è che non sono più fatalista da troppo tempo. Quello che rimprovero ai pescatori è proprio il fatto che loro lo sono troppo.
      Pescare non è facile. E non so cosa intendi tu per lavoro complesso ma se pescare non lo è (non sto parlando del pescatore della domenica, perché sappi che, per curare un raffreddore non si va dal medico ormai te lo curi da solo)

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      1. Grazie per avermi risposto 🙂
        Tornando sul discorso, mettiamola così: togliamo tutti i medici e togliamo tutti i pescatori.
        Io dico che l’assenza di medici crei più problemi dell’assenza di pescatori, da cui la maggiore importanza dei medici, a livello sociale, perlomeno in Europa.
        Inoltre, i pescatori svolgono un servizio che per quanto utile, non è fondamentale, dato che si può mangiare anche altro, oltre al pesce.
        Se togli i medici, nessun altro può curarti.
        Ovviamente tutto questo vale in un paese dove il pesce NON è la risorsa principale.
        Se invece si vivesse in un posto dove la pesca è fondamentale, fare il pescatore potrebbe (e dovrebbe) diventare un lavoro particolarmente prezioso, remunerato di conseguenza, qualificante, prestigioso e tutto il resto.
        Il fatto è che pescare non è facile, ma operare, o fare corretta diagnosi, richiede conoscenze ragionevolmente più complesse da apprendere e da attuare.
        Ad ogni modo, per lavoro complesso intendo ad esempio fare il neurochirurgo, per dire.

        Infine, la negligenza non viene giustificata o sgravata in nessun modo.
        Se c’è nesso di causalità, c’è e basta, e siccome a fare le perizie è un medico legale, c’è poco da “non pestarsi i piedi”, dato che c’è un indagine dietro.
        E’ giusto non essere fatalisti, c’è sempre un motivo, e se qualcuno ha lavorato male, viene fuori, firma o non firma 😉

        Grazie di nuovo per la risposta, se avrai voglia di replicare, sono qui e ti risponderò a mia volta 🙂

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      2. Presto incontrerò un neurochirurgo. Ho scritto questo articolo proprio perché sono un’assidua frequentatrice di ospedali. L’hai letto vero il punto in cui dico che ho preso due lavori a caso e quindi (sottinteso) dove non c’è la necessità di un pescatore ci sarà la necessità di un allevatore, di un contadino ecc.? Sicuramente non vado a sostituire la carne con degli integratori e quindi si, queste figure sono più necessarie di un medico, se mi manca il cibo mi manca tutto. Mica posso vivere attaccata ad una flebo 😉 . Suvvia, stiamo girando e rigirando su punti che ho già specificato nell’articolo. E ripeto, nulla contro i medici, sono gli altri che devono iniziare ad avere la stessa autostima di un medico. Ma sono sicura che ci siamo capiti.
        Nelle zone dove mancano acqua e cibo, è giustissimo portare dei medicinali per mettere una toppa la dove la carenza di materia prima per il sostentamento non c’è, ma studiare un sistema per far arrivare acqua e tentare di creare delle serre per la coltivazione diminuirà drasticamente la necessità di medicinali. Dimmi che sei un Neurochirurgo ed è la morte tua, potrei martellarti di domande fino allo sfinimento 😉

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  3. Secondo te, il rischio di dover affrontare uno squalo non ha bisogno di una preparazione di anni? Secondo te, veramente un pescatore non deve gestire una miriade di cose? Dalla barca, all’insegnare ai nuovi (non stipendiary perché fanno perdere tempo e soldi) come non morire.
    Prendi il mio consiglio per buono, non sottovalutare il lavoro altrui. Mai. Non farlo mai. Se ti capita l’occasione e se accettano, fatti un giro con dei pescatori, quei pescatori con un’etica e che non depredano il mare con “armi illecite”. Segui la vita di una qualsiasi persona che reputi faccia un mestiere che ha bisogno di meno anni di formazione e un grado di complessità inferiore, potresti rimanere stupito. Buon lavoro.

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  4. L’ha ribloggato su criticacomunistae ha commentato:
    Cara Isla, hai scritto in maniera più che chiara la disuguaglianza moderna. Grazie!
    Ottimo spunto di riflessione, Chi non rispetta i lavori manuali, è un padrone di merda (se non peggio).
    Un po’ come chi disprezza i cuochi (quando un cuoco guadagna fior di soldi dopo essersi fatto un mazzo fuori dal comune). Andateci voi in cucina in estate a 60° all’ombra!

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  5. L’articolo è chiaro. Come è chiara la premessa: due lavori scelti nel mucchio. L’oggetto è la pari dignità di ogni lavoratore, che faccio il suo lacoro onestamente. Sul discorso del giusto compenso per ognuno, ti vai a cacciare in un ginepraio di rogne e rivendicazioni più o meno sindacali e sindacabili. in Italia, poi oggi per i giovani si gioca al ribasso e, laureato o no, non è abbastanza per andare avanti in modo indipendente.Se pensiamo ai dottori, basta farsi un giro all’università o nei policlinici e vedrai la corte di specializzandi, trattati come ragazzi di bottega.
    Un bravo pescatore iha necessità di tanti anni di esperienza e rischia la vita (la sua, non quella del paziente) ogni volta che il mare decide di non essergli favorevole.
    Ribadisco il concetto: non è meglio l’uno dell’altro, è nella specializzazione dei lavori nella nostra società la risposta stessa. Sono necessari entrambi e assumono pari dignità nel momento in cui osservano due semplici parametri: competenza e onestà, verso gli altri e verso se stessi.
    L’equità del trattamento economico dovrebbe essere oggetto delle politiche redistributive del reddito di ogni Paese che abbia a cuore un diffuso benessere per la collettività.

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